L'ambra, pietra mitica e pregna d'energia,
viene a noi portandoci il sole di milioni di anni addietro,
quando, scintillante linfa di grandi alberi, assorbì luce
e calore trattenendoli per sempre.
L'ambra è la prima
gemma nella storia dell'uomo, che, ai primordi, inconsapevole
del suo singolare destino, raccoglieva
questo strano ciottolo caldo sulla rena del mare: e facile
era per lui collegarne l'essenza al grande astro da cui
dipendeva e dipende la vita sul pianeta. Electron – prodotto
solare – elettricità, questa grande fonte
di energia che l'ambra celava e di cui adesso tanto fruiamo.
E in attesa che cosi grande scoperta avvenisse, gli antichi
già percepivano questa pietra come cosa magica e
preziosissima, al cui possesso era logico collegare salute,
prosperità,
forza vitale. La stessa, quindi, maggiormente si prestava
ad adornare una bella donna oppure, sapientemente modellata
in statue, penati e suppellettili, a rendere completa un'aristocratica
magione; ne era trascurata dai grandi maestri della scultura
ellenica che ben volentieri la usavano per completare con
un tocco di vivo colore le loro opere eccezionali. E così,
via via, nel corso dei secoli, nei paesi mediterranei e
in quelli della Magna Grecia, questa nobile materia ha
perpetuato
il suo legame con l'uomo, prodiga di gioie ed emozioni
sino ai giorni nostri. E quando si pensava che in Sicilia
il fiume
Simeto avesse pressoché esaurito il suo scrigno
di ambra policroma, ecco dal lontano Caribe arrivare la
nuova,
stupenda ambra dominicana a rinnovare la visione di colori
dimenticati, mareggiati, opalescenti, delicatissimi: oppure
caldi, assolati, stordenti. A Santo Domingo valenti artigiani
modellano collane e monili con ambre luminosissime e, a
volte, ricche di presenze straordinarie: fiori, foglie
e piccoli
animali inglobati nella notte dei tempi che, perfettamente
conservati, rivedono la luce ai giorni nostri.
Alessio Sorrentino,
artista sensibile a ciò che sa
di millenaria tradizione come il corallo, anche all'ambra
ha saputo rivolgere il suo appassionato interesse, creando
sculture che riportano a noi il sorriso dell'Ellade, incontaminata
culla della nostra civiltà.